Visualizzazione post con etichetta patate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta patate. Mostra tutti i post

venerdì 29 ottobre 2021

Gattò di patate


Un tipico comfort food invernale che si declina in molte versioni diverse a livello regionale e anche familiare.

Tipico della cucina napoletana, il suo nome è una corruzione del francese gâteau, che significa genericamente "dolce" e si ritiene che sia stato introdotto nell'area partenopea da Maria Carolina Lorena-Asburgo moglie di Ferdinando I Borbone. 

Per due persone si prepara mescolando del purè (ottenuto con 500 g di patate, 25 g di burro, parmigiano, noce moscata e un poco di latte) con un uovo intero, 100 g di salume (prosciutto cotto, salame, mortadella), parmigiano grattugiato e della provola (anche affumicata) a cubetti. 




Si aggiungono sale e pepe e si mette il composto in una pirofila imburrata e ricoperta di pangrattato.

Sulla superficie si aggiungono ancora pangrattato e fiocchetti di burro. Si inforna in forno caldo (180°C) per una mezz'ora fino a che il gattò non ha una bella superficie gonfia e dorata. 



domenica 26 aprile 2020

I pizzoccheri della Valtellina

Un piatto facile da fare, veloce e delizioso e godurioso in quelle sere d'inverno fredde e brumose. 
Il riferimento classico è ovviamente questo: 


Le mie dosi per una persona (da moltiplicare a piacere) sono: 100 g di grano saraceno macinato fine, 25 g di farina bianca che si impasta con all'incirca 75 ml di acqua tiepida
L'acqua non fredda aiuta ad amalgamare la pasta. 
Si impastano a mano i tre ingredienti fino ad avere una bella pasta liscia, soda ma ancora leggermente appiccicosa al tatto. L'acqua va dosata "a sentimento". 



La pasta si mette da parte coperta dalla pellicola a riposare. 
Si preparano le verdure: 1 patata (circa 70 gr.) che si taglia a pezzetti e circa 50 gr di verza a pezzi grandi. In alternativa alla verza si possono usare delle coste o dei fagiolini.  

Nel frattempo metto a scaldare una pentola bella grande (la più capiente che avete) con acqua e sale. Taglio a cubetti 100 gr di formaggio, casera se ce l'ho, altrimenti una toma, e grattugio abbondante parmigiano.

I pizzoccheri si tagliano a mano, io procedo così: stendo con il mattarello una sfoglia mediamente sottile (2 mm circa) aiutandomi con della farina di grano saraceno per il piano e il mattarello. Con il coltello taglio prima delle strisce larghe 4 dita, le sovrappongo mettendo della farina perchè non si attacchino e poi le taglio a strisce di circa 1 cm.



Al bollore dell'acqua aggiungo le patate, le faccio cuocere circa 4 minuti, poi aggiungo il cavolo per altri 5 minuti. A questo punto aggiungo i pizzoccheri, li lascio senza mescolarli per almeno un minuto, poi molto delicatamente con il manico del cucchiaio di legno si mescolano. Li cuocio tra 5 e 10 minuti a seconda dello spessore. 
Nel frattempo metto a scaldare, posizionandola sopra la pentola in cui cuociono pizzoccheri la pirofila di servizio.
Quando sono cotti scolo i pizzoccheri e le verdure con un mestolo forato e li alterno al formaggio nella pirofila. Copro e do al formaggio il tempo di fondersi. Sciolgo in un pentolino del burro, abbondante, con uno spicchio d'aglio schiacciato e qualche foglia di salvia. 
Appena prima di servire irroro la pasta con il burro. 












domenica 20 maggio 2018

Il gusto del ricordo: polpettone di fagiolini

Estate, fagiolini dell'orto, ricordi di una zia che ha sempre cucinato con maestria... non poteva essere che polpettone genovese !






Siccome condivido pienamente quanto scrive Ale, ricetta e pensieri, vi "linko" direttamente il blog di Menu turistico:

http://www.menuturistico.com/2013/05/ci-vuole-calma-e-sangue-freddo-il.html

Unica differenza per me i fagiolini non sono passati ma tagliati a dadini :), nessun altro gusto oltre all'erba persa (fresca! è indispensabile) ma si sa dei piatti di casa ognuno ha la sua personalissima versione.

Io mescolo circa mezzo kg di patate lessate con 400 g di fagiolini tagliati a pezzetti, due uova, tre manciate di parmigiano grattugiato, tanta maggiorana e il giusto di sale.
Metto in una teglia bassa unta d'olio, livello bene, spolvero di pan grattato e olio e cuocio in forno per circa mezz'ora. 

Ah che voglia di mare e casa e zie e ginocchia sbucciate....

lunedì 4 gennaio 2016

Zuppa di salmone alla nordica

Questo piatto ha una storia, questo piatto è una storia...

è la storia di un incontro con persone davvero speciali, di un viaggio di lavoro iniziato con una amica e trasformatosi in due giorni di chiacchiere intelligenti, di incontri interessanti, di microscopi, di nomi impronunciabili, di una lago dalla bellezza struggente e di un luogo dove lavorerei volentieri...






La zuppa, che il nostro ospite ci ha cucinato amorevolmente come dono di benvenuto, era calda, morbida e piena di aspettative (non avevo mai mangiato una zuppa nordica di salmone) e mi ha fatto intuire da subito che il fine settimana in compagnia di quelle persone sarebbe stato unico.

Dalla preparazione estremamente semplice, vi stupirà per il gusto deciso e avvolgente. 

Per due persone si taglia a quarti una cipolla rossa e a pezzi non troppo piccoli 2 o 3 patateun paio di carote.  

In una pentola si mette un cucchiaio d'olio e vi si fanno soffriggere le verdure per qualche istante, si aggiunge poi un litro d'acqua fredda. Si aggiusta di sale (o di dado vegetale a vostra scelta) si lascia sobbollire un buon quarto d'ora fino a che le verdure sono appena tenere. 

A questo punto si aggiunge del salmone fresco (due etti o giù di li) anch'esso tagliato a grossi dadi e si lascia cuocere per una decina di minuti circa. Si aggiunge un cucchiaio di panna (o di latte) (... è ottima anche senza), si spolvera con aneto e un giro di pepe e si serve fumante.