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sabato 2 maggio 2020

Le "crespelle del senza" versione asparagi


Non mi sono mai piaciute particolarmente le crespelle, ricordo di pranzi domenicali anni Ottanta, generosamente ricoperte di besciamella o di panna e molto "formaggiose"....

Così quando ho cominciato a mettermi seriamente ai fornelli ho iniziato a togliere... besciamella no, panna poca, formaggio solo in certi casi... ne sono venuti fuori tutta una serie di esperimenti alcuni ottimi altri solo passabili. 
Ecco quelle primaverili con gli asparagi a noi piacciono tanto.


Le dosi sono per due persone (8 crespelle) moltiplicate a convenienza.

Per le crepes si mettono in una ciotola 100 gr di farina, sale e si mescola aggiungendo piano 200 ml di latte ed un paio di cucchiai di acqua. Si aggiunge un uovo intero, si mescola e si mette in frigo a riposare almeno una mezz'ora.
Si unge leggermente una padella e si cuociono le crespelle. 

In una padella con un filo d'olio si mette a cuocere una cipolla tritata, va fatta stufare lentamente aggiungendo acqua fino a formare una crema. A questo punto si aggiunge una noce di burro e gli asparagi a rondelle. Io taglio i gambi abbastanza sottili, più sottili di quanto non faccia per il risotto, e le punte a metà per il lungo.


Si lasciano cuocere bene con l'aiuto di un po' di brodo finché non sono teneri.





A questo punto riempio le crespelle mettendo un cucchiaio di asparagi,  abbondante parmigiano e una idea di pepe in ognuna. Ripiegatele come meglio credete a pacchetto se siete amanti dell'ordine, a ventaglio se siete sfiziosi e un po' disordinati...

Accomodatele nella pirofila e aggiungete ancora del parmigiano. Appena prima di servire scaldatele in forno.
Fate tostare delle lamelle di mandorle in un padellino, a secco, senza condimento, poi aggiungete un piccolo spicchio d'aglio e una bella noce di burro. Appena il burro spumeggia togliete l'aglio e versate il condimento sulle crespelle. 









domenica 26 aprile 2020

I pizzoccheri della Valtellina

Un piatto facile da fare, veloce e delizioso e godurioso in quelle sere d'inverno fredde e brumose. 
Il riferimento classico è ovviamente questo: 


Le mie dosi per una persona (da moltiplicare a piacere) sono: 100 g di grano saraceno macinato fine, 25 g di farina bianca che si impasta con all'incirca 75 ml di acqua tiepida
L'acqua non fredda aiuta ad amalgamare la pasta. 
Si impastano a mano i tre ingredienti fino ad avere una bella pasta liscia, soda ma ancora leggermente appiccicosa al tatto. L'acqua va dosata "a sentimento". 



La pasta si mette da parte coperta dalla pellicola a riposare. 
Si preparano le verdure: 1 patata (circa 70 gr.) che si taglia a pezzetti e circa 50 gr di verza a pezzi grandi. In alternativa alla verza si possono usare delle coste o dei fagiolini.  

Nel frattempo metto a scaldare una pentola bella grande (la più capiente che avete) con acqua e sale. Taglio a cubetti 100 gr di formaggio, casera se ce l'ho, altrimenti una toma, e grattugio abbondante parmigiano.

I pizzoccheri si tagliano a mano, io procedo così: stendo con il mattarello una sfoglia mediamente sottile (2 mm circa) aiutandomi con della farina di grano saraceno per il piano e il mattarello. Con il coltello taglio prima delle strisce larghe 4 dita, le sovrappongo mettendo della farina perchè non si attacchino e poi le taglio a strisce di circa 1 cm.



Al bollore dell'acqua aggiungo le patate, le faccio cuocere circa 4 minuti, poi aggiungo il cavolo per altri 5 minuti. A questo punto aggiungo i pizzoccheri, li lascio senza mescolarli per almeno un minuto, poi molto delicatamente con il manico del cucchiaio di legno si mescolano. Li cuocio tra 5 e 10 minuti a seconda dello spessore. 
Nel frattempo metto a scaldare, posizionandola sopra la pentola in cui cuociono pizzoccheri la pirofila di servizio.
Quando sono cotti scolo i pizzoccheri e le verdure con un mestolo forato e li alterno al formaggio nella pirofila. Copro e do al formaggio il tempo di fondersi. Sciolgo in un pentolino del burro, abbondante, con uno spicchio d'aglio schiacciato e qualche foglia di salvia. 
Appena prima di servire irroro la pasta con il burro. 












sabato 5 novembre 2016

Zuppa di verza al forno


Una bella zuppa, piatto unico, dal sapore mitteleuropeo perfetta per i primi freddi.

In una padella si mette mezza cipolla a fettine con un poco d'olio e i cubetti di pancetta (circa un etto) affumicata o meno a seconda del vostro gusto. 
Una volta colorita si aggiunge del cavolo verza tagliato a listerelle (un quarto per tre persone), una foglia di alloro, un rametto di rosmarino e un'idea di semi di finocchio e si lascia stufare bene. 
Si aggiunge un po' di brodo e si cuoce per un quarto d'ora. 
Nel frattempo si imburra leggermente una pirofila in cui si adagiano delle fette di pane nero, anche raffermo.
Vi si versa metà del cavolo cotto, si ricopre con formaggio morbido a tocchetti (toma, fontina o simili) si termina col il cavolo rimasto e qualche fetta ancora di formaggio in superficie.
Si versa abbondante brodo (mezzo litro) e si mette in forno a 200° per una decina di minuti. 
Si serve fumante nelle fondine.





lunedì 4 gennaio 2016

Zuppa di salmone alla nordica

Questo piatto ha una storia, questo piatto è una storia...

è la storia di un incontro con persone davvero speciali, di un viaggio di lavoro iniziato con una amica e trasformatosi in due giorni di chiacchiere intelligenti, di incontri interessanti, di microscopi, di nomi impronunciabili, di una lago dalla bellezza struggente e di un luogo dove lavorerei volentieri...






La zuppa, che il nostro ospite ci ha cucinato amorevolmente come dono di benvenuto, era calda, morbida e piena di aspettative (non avevo mai mangiato una zuppa nordica di salmone) e mi ha fatto intuire da subito che il fine settimana in compagnia di quelle persone sarebbe stato unico.

Dalla preparazione estremamente semplice, vi stupirà per il gusto deciso e avvolgente. 

Per due persone si taglia a quarti una cipolla rossa e a pezzi non troppo piccoli 2 o 3 patateun paio di carote.  

In una pentola si mette un cucchiaio d'olio e vi si fanno soffriggere le verdure per qualche istante, si aggiunge poi un litro d'acqua fredda. Si aggiusta di sale (o di dado vegetale a vostra scelta) si lascia sobbollire un buon quarto d'ora fino a che le verdure sono appena tenere. 

A questo punto si aggiunge del salmone fresco (due etti o giù di li) anch'esso tagliato a grossi dadi e si lascia cuocere per una decina di minuti circa. Si aggiunge un cucchiaio di panna (o di latte) (... è ottima anche senza), si spolvera con aneto e un giro di pepe e si serve fumante. 







giovedì 11 ottobre 2012

Elogio della C... ovvero crema di carote, coriandolo e ceci


Da noi si fa spesso un gioco... inventiamoci titoli di portate tutti con la stessa lettera, che so... carote concassé con cumino e capperi, consommè creativo di cervo candito, patè di peperoni con panna e prosciutto, elefante erborinato..


ecco questa ricetta potrebbe aprire il menu della C ..



Si fa tostare in una padella per qualche minuto un cucchiaino di semi di coriandolo leggermente pesati, si aggiunge un cucchiaino di galanga (o zenzero) in polvere, 5-6 carote pulite e tagliate a tocchi, una patata grande sbucciata e ridotta a dadi, uno scalogno affettato sottilmente. 
Dopo aver fatto insaporire gli ingredienti ben mescolando si copre di brodo vegetale e si porta a cottura (25-30 min). In seguito si frulla la crema e si aggiungono dei ceci precedentemente bolliti. Si rimette sul fuoco e si fa cuocere ancora 5-10 minuti. Si regola di sale e pepe e si gusta. Nella foto è in versione finger-food per un party tra amici.



martedì 12 luglio 2011

Pasta veloce limone e ricotta

Un piatto estivo per una sera in cui il frigo non aveva molto da offrire... il risultato è ottimo: leggermente asprigno e molto profumato. 

 Mentre la pasta - io preferisco corta in questo caso - cuoce si spreme mezzo limone (se è d'Amalfi è un'altra cosa...) e se ne ricavano dalla buccia delle sottili strisce. Si uniscono succo e zest con due etti di ricotta fresca e si aggiusta di sale e pepe. A pasta cotta, si versa nella terrina conservandola poco scolata in modo che l'acqua della pasta amalgami la ricotta e si aggiunge un cucchiaio di timo profumato. 
 

giovedì 26 maggio 2011

Asparagi e speck.. un classico un po' alternativo

Pasta asparagi e speck: un classico..molto classico..forse anche troppo ! Ma dato che a noi questi gustosissimi vegetali, parenti delle agavi e dei giacinti, piacciono moltissimo ho sperimentato qualche variante.
Quella con erbe aromatiche era tutt'altro che immangiabile ma il gusto delle erbe copriva un po' troppo quello degli asparagi già messo in pericolo dall'aromaticità dello speck...
La versione di questa sera ci gusta e quindi eccola qui finita nel taccuino a futura memoria.


Per questo condimento della pasta occorrono, per due: uno scalogno, una decina di asparagi, mezza mela, un etto di speck (una fetta sola poi ridotto a dadi).
Far soffriggere lo scalogno a fuoco basso in poco olio quando è trasparente aggiungere lo speck e lasciar cuocere a fiamma vivace. 
Aggiungere gli asparagi tagliati all'orientale (ovvero per il lungo divisi in due o in quattro a seconda del diametro), sfumare con vino bianco e lasciare cuocere circa un quarto d'ora. Aggiungere le mele a dadini e cuocere ancora 5 minuti: devono insaporirsi ma non diventare molli. 
Scolare la pasta al dente e terminarne la cottura nel sugo aggiungendo un poco di acqua della pasta per amalgamare il sugo. Servire con parmigiano e una generosa macinata di pepe.




domenica 6 marzo 2011

Di una semplicità disarmante: sitrón rice..

Il titolo della ricetta, che potrebbe sembrare un storpiatura da un brutto francese, si rifà alle mie origine marine infatti Sitrón è il nome dialettale ligure con cui si indica l'arancia dalle mie parti...

Questo risotto, dalla semplicità quasi elementare, combina in una bella eleganza gusti amari e profumi intensi. Per due persone sono necessarie tre arance di cui due spremute e una pelata al vivo e 5 pugni di riso (Arborio).
In una pentola si fa soffriggere molto dolcemente e senza scurirlo un piccolo scalogno tritato in un cucchiaio di olio. Si aggiunge il riso e lo si fa tostare bene poi si sfuma con il succo di una arancia. Assorbito il liquido si continua la cottura con brodo vegetale
Si aggiunge il succo della restante arancia e si porta a cottura. Poco prima di servire si aggiunge del prezzemolo fresco tritato e l'arancia pelata al vivo e tagliata a tocchetti. 
Una bontà !


P.S. Non sta male una nota croccante... una spolverata finale di pistacchi non salati tritati grossolani...

martedì 7 settembre 2010

Quinoa di fine estate

Per uno (piatto unico) o per due

1 zucchina
1 pomodoro
1 cipolla piccola
1/2 peperone
70 g. quinoa
1 cucchiaino colmo di colombo o di curry

Far cuocere in acqua salata per 10-12 minuti la quinoa ben lavata in precedenza.
Far appassire in una padella con l'olio la cipolla tritata, le zucchine e il peperone in dadolata a fiamma vivace (15 min circa).
Unire gli ingredienti al pomodoro tagliato in una zuppiera e condire con il cucchiaio di spezie e un filo di olio d'oliva.


 La foto si riferisce alla "versione invernale" della ricetta dove piselli carote e mandorle si sostituiscono a zucchina e peperone. Le mandorle poi danno una bella sensazione di scrocchio e rendono il piatto più allegro